Nba: come funziona il nuovo mercato con “Amnesty”

Una vera e propria amnistia. E’ quanto hanno chiesto i proprietari delle squadre Nba che incassano tanto, è vero, ma spendono anche tantissimo. Ciò che i presidenti chiedono è un’oppurtunità per alleggerire il monte ingaggi da quegli stipendi pesanti di giocatori deludenti.

Per capire meglio come funziona bisogna fare un passo indietro. Nella Nba è previsto il cosiddetto “salary cap“, cioè un tetto oltre il quale il totale degli ingaggi non può andare. Questo tetto massimo è stato stabilito per evitare che una squadra ricca possa accaparrarsi tutti i migliori giocatori del torneo pagandoli oro, lasciando gli scarti alle altre squadre. Questo salary cap, per quanto buono sia, ha un difetto: se si ingaggia un giocatore ma questo poi si infortunia o non gioca come ci si aspettava, bisogna continuare a pagarlo fino alla scadenza del contratto, limitando la possibilità di ingaggiare un altro fuoriclasse.

Basket Nba: trovato l’accordo, il campionato può partire

Che fatica, ma alla fine ce l’hanno fatta! Anche se rimangono da limare gli ultimi dettagli, i rappresentanti dei sindacati ed i proprietari dei club hanno trovato l’accordo di massima: il campionato NBA riparte. Ora bisognerà riprendere gli allenamenti e rifare i calendari che quest’anno saranno più brevi, 66 partite anziché 82, ma ciò che conta è che il campionato più tribolato della storia del basket americano riparte, e lo farà proprio il giorno di Natale.

Un bel regalo per i fans, non c’è che dire, dato che erano costretti a seguire i propri beniamini in giro per l’Europa visto che il torneo di casa non partiva. L’accordo di massima è stato trovato appena dopo il Giorno del Ringraziamento, forse la tradizione americana ha aiutato a dare quella spinta in più, dopo ben 15 ore di dibattito.

Basket, Eurolega: male le italiane, sconfitte immeritate

Escono con le ossa rotte ma il sorriso sulle labbra le due italiane impegnate nelle gare di Eurolega di ieri sera. Bene Cantù che perde per un solo punto contro lo SLUC Nancy, mentre Milano limita i danni ma perde comunque 85-76 contro il più muscolare Maccabi Tel Aviv.

Si era messa male la partita per la Emporio Armani che aveva iniziato malissimo ed aveva chiuso sotto di 14 punti il primo tempo. Quando i suoi fuoriclasse, Fotsis e Gallinari su tutti, decidono di giocare come sanno però, riesce a recuperare, ma lo sprint alla lunga si paga, ed infatti l’ex Lakers Farmar sale in cattedra e rispedisce gli italiani indietro. Per il tentativo di recupero ormai non c’è più tempo e così Milano ora è costretta a vincere quasi tutte le prossime partite per poter passare il turno.