Il mondo dello sport piange Pietro Mennea, una delle bandiere più rappresentative dell’atletica azzurra ed esempio di sportività e sacrificio. Si è spento ieri in una clinica romana dopo l’ultima corsa contro un male incurabile. Un mito d’altri tempi, tra gli ultimi testimoni di uno sport pulito che ormai appartiene al passato. Eppure oltre che essere un campione di sport e di vita, Pietro Mennea è stato anche un record man e un avvocato, un politico e un docente. Come diceva lui “la corsa non finisce mai” a iniziare da quando da ragazzino sfidava nei 50 metri le auto per guadagnarsi qualche spicciolo.
necrologio
Rugby, è morto Brendan Lynch, pilone dell’Unione Rugby Capitolina
Tragedia nel mondo del rugby. Questa notte è morto a Roma il pilone dell’Unione Rugby Capitolina, il ventisettenne Brendan Lynch. Secondo quanto ricostruito, Lynch è stato investito a bordo della sua Honda SH 300 da un’auto pirata (forse un camion) all’innesto dell’A24 Roma-L’Aquila per il Grande Raccordo Anulare. Le condizioni del rugbista sono parse da subito disperate, a nulla è valsa la corsa del 118 verso l’ospedale Pertini.
Marco Simoncelli, buon compleanno Sic
Il 20 gennaio 1987 nasceva a Cattolica il compianto pilota di motociclismo Marco Simoncelli, vittima di un incidente mortale nei primi giri del GP di Malesia del 23 ottobre 2011. Una fatalità, come più volte spiegato, che Simoncelli ha pagato per il suo spirito agonistico che lo portava a spingere sempre al limite, nel cercare di raddrizzare la moto anche in condizioni disperate. Non si tratta di incoscienza o spavalderia, certe cose o ce l’hai nel sangue oppure non hai il coraggio nemmeno di salirci in sella a una moto. Figuriamoci quanto ci vuole per essere tra i migliori corridori al mondo.
Addio Sandrino Carrea, gregario di Fausto Coppi
Si sono svolti ieri in provincia di Alessandria i funerali di Andrea “Sandrino” Carrea, gregario e fedelissimo dell’indimenticabile Fausto Coppi. La sua figura, forte e gentile, è il manifesto di un Italia anni ’50 laboriosa e silenziosa. E tanto sudore. Riuscì perfino ad avere l’onore di indossare la Maglia Gialla alla fine della nona tappa del Tour de France del ’52 che il giorno dopo andò, naturalmente a Coppi.